Arianna, figlia di Minosse, aiuta Teseo ad uccidere il Minotauro nel Labirinto di Cnosso.
Invaghitasi di Teseo, viene da questi sedotta e abbandonata su uno scoglio.
Un padre tradito, un orribile fratricidio, un amore vano ed un figlio in grembo che mai nascerà sono i presupposti che porteranno Arianna ad impiccarsi.

Come lei, Giocasta, Elena, Artemide, Erigone, Antigone e tante giovani ateniesi in preda ad isteria collettiva prima e come rito di primavera poi, con le feste dell’altalena, le Aiora, dove si lasciano andare al dondolio, al moto pendulo e sospeso che placa gli animi e le conduce ad una dimensione metaumana.
Nella sovrapposizione di culti arcaici, dall’età minoica a quella greca, il mito di Arianna finisce per coincidere con quello di Artemide, di Afrodite, di Erigone, di Persefone.
In tutte un conflitto di genere che sempre diviene dramma, con l’inganno di dèi o di eroi, figli mai nati, rapporti incestuosi, abbandoni.

Donne alla ricerca di una ragione, di una identità che la fine del matriarcato ha inesorabilmente messo in crisi. In questo contesto tragico, la vittima sacrificale pronta ad essere dilaniata come carne viva è proprio il maschio, che sia toro o Icario o Dioniso.

 

Tecniche: prosa, teatro danza, teatro movimento, acrobazie
Durata: 60’
Testo: Giulia Massetti
Regia: Giulia e Vincenzo Massetti
Coreografie: Mauro Bocchi
Musiche originali: Marco Schiavoni

 

 

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